VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo.

In dialogo con

VALERY KOSHLYAKOV. Architetture celesti

Courtesy Image by Gallerie d’Italia di Palazzo Leoni Montanari | VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo

Dal 03/07/2021 Al 03/07/2022  
Palazzo Leoni Montanari – Contra’ Santa Corona 25, Vicenza (VI)
Ingresso 5€
Richiesto Green Pass Rafforzato
Curato da:

A chi è rivolto: Amanti di icone russe; Appassionati di storia dell’arte russa; Curiosi di approfondire il dialogo con l’arte russa passata e contemporanea.

English version here >> VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe della collezione Intesa Sanpaolo. | SEEING THE INVISIBLE. Russian Icons From Instesa Sanpaolo’s Collection

Il nuovo percorso espositivo ripensa l’esperienza della collezione di icone russe di Intesa Sanpaolo mettendola in dialogo con le opere dell’artista contemporaneo Valery Koshlyakov. Il progetto curato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, Direttori del Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, è stato inaugurato il 03 luglio 2021 al piano terra di Palazzo Leoni Montanari a Vicenza, si conclude il 3 luglio 2022.

Courtesy Image by Gallerie d’Italia di Vicenza, Palazzo Leoni Montanari

Palazzo Leoni Montanari viene iniziato, nel 1678, per volontà di Giovanni I Leoni Montanari, che decise di far erigere una grande residenza per un bisogno di promozione sociale all’interno della vita cittadina vicentina. Infatti, la famiglia Montanari aveva raggiunto una solida posizione economica non per ereditarietà ma con la produzione e il commercio dei tessuti. La costruzione, in due fasi, terminò nel secondo decennio del Settecento. L’architettura barocca del palazzo è la testimonianza delle aspirazioni di questa famiglia e del nuovo ruolo che ambiva a ricoprire, sfortunatamente la documentazione d’archivio non riporta notizie certe sull’identità degli autori della costruzione. All’inizio del Novecento la residenza passò alla Banca Cattolica del Veneto che vi stabilì la direzione generale. Sopravvissuto indenne ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, subì un importante restauro nella seconda metà degli anni 70. Nel corso degli anni Novanta, dopo essere passato al Banco Ambrosiano del Veneto, Palazzo Leoni Montanari ospitò numerose iniziative culturali

Dal 1999, dopo esser confluito in Intesa Sanpaolo, subì un nuovo restauro e un adeguamento tecnologico che ha permesso l’apertura di Gallerie di Palazzo Leoni Montanari con l’intento di perfezionare la vocazione culturale del palazzo.

VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo, propone al pubblico una selezione di settanta icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo, in un rinnovato allestimento permanente. Le opere esposte provengono da diversi luoghi, in cui anonimi monaci le realizzavano come umile offerta a Dio, e da differenti epoche di realizzazione.
L’innovatività del percorso espositivo accoglie immediatamente il visitatore quando entra nella prima sala. Qui è proiettato un video che ripropone alcuni tratti dei riti ortodossi, facendo respirare l’atmosfera dell’ambiente in cui sono fruite le icone. Immergendo il visitatore in questa proiezione, si vuole far inizia il viaggio, nella spiritualità russo-ortodossa, all’insegna della comprensione che si è davanti a una cultura completamente differente dalla propria. In questo modo si può aprire un dialogo costruttivo e rispettoso tra la millenaria civiltà russa presentata e lo sguardo occidentale dell’osservatore. Nella seconda sala, circa trenta tavole sono state accostate a formare una sorta di iconostasi, per far meglio comprendere la prima funzione dell’icona nella tradizione russa. L’icona, in Russia, è atto di preghiera e strumento liturgico. Il segno vivente in una dimensione di devozione e contemplazione. Nella quarta e ultima sala, assieme a contenuti didattici, sono esposti alcuni rivestimenti metallici (rize e basme) che avevano il compito di proteggere e impreziosire le tavole dipinte. Il percorso si conclude con un’installazione multimediale touchscreen, a cura di camerAnebbia, che fornisce informazioni essenziali sull’icona e le sue fasi di realizzazione, con un focus sui menologi, icone di santi e feste del calendario liturgico.
Questo percorso è stato pensato per aiutare il visitatore a scoprire la ricchezza simbolica delle icone russe, diversa da quello delle raffigurazioni religiose a cui è abituato.

Courtesy image by Virna Manattini | VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo.

La scoperta della cultura russa si arricchisce nel dialogo con le opere di uno dei maggiori artisti contemporanei viventi, VALERY KOSHLYAKOV. Architetture celesti, si svolge nella terza sala.
Valery Koshlyakov è nato nel 1962 a Sal’sk, nella Russia meridionale, attualmente vive da molti anni a Parigi. Per la realizzazione delle sue opere utilizza spesso materiali che non nascondono la loro provenienza povera come cartoni, nastro da imballaggio, strati sovrapposti di pittura a olio e di vernice spray. Dopo una lunga e diffusa ricognizione di architetture popolari e oggetti di uso quotidiano che, a suo avviso rinviavano alla struttura compositiva dell’icona, Koshlyakov ha realizzato un’ampia sequenza di ikonosy, segni suggestivi che riuniscono gli elementi degli sfondi dell’icona all’attualità del presente. Segno che in Russia, l’icona è un organismo sempre vivo.
Architetture celesti è un’esposizione composta da un nucleo di ikonosy creati appositamente dall’artista in stretto dialogo con quattro icone selezionate dalla collezione Intesa Sanpaolo. In queste opere site specific è ravvisabile la presenza di particolari provenienti dalle tavole dipinte della tradizione che si sono trasformati nelle sue fantasie architettoniche.

L’icona è qualcosa di completamente separato dall’istruzione professionale e dalle sue pratiche.

Valery Koshlyakov
Courtesy Image by Virna Manattini | VEDERE L’INVISIBILE. Icone russe dalla collezione Intesa Sanpaolo.

La mostra consente al visitatore di calarsi all’interno della complessa cultura russa, invogliando a cercare di costruire un dialogo per cercare di approfondire i molti input qui presenti. La stessa devozione che ha mosso i monaci, autori delle icone, a realizzare queste opere in silenzio e come segno di fede in Dio e dono di carità verso il mondo, genera una sorta di curiosità rispettosa nel visitatore. Questo stato, lo porta a recepire le informazioni. che sono disseminate nel percorso, come circondate da un’aura quasi sacrale e a trattarle di conseguenza.
Inoltre, la possibilità di scoprire la collezione di icone russe di Intesa Sanpaolo anche attraverso il dialogo con l’arte contemporanea permette di aprire un confronto che possa catalizzare significati inaspettati di queste tavole, centrali nella tradizione russa. La presentazione delle opere di artisti russi viventi, permette di capire meglio come le icone e i loro apparati siano parte fondante della cultura russa. Valery Koshlyakov, attraverso la formulazione di ikonosy, unisce l’oggetto del quotidiano che si trova nello stesso ambito territoriale da cui è scaturita l’icona al simbolismo insito in essa. Attraverso la rappresentazione di elementi simbolici dell’icona, si sottolinea il legame tra il simbolo rappresentato e il mondo russo.

Calandosi ulteriormente nel nostro tempo, si può vedere una sorta di parallelismo tra le espressioni di fede che sono le icone russe, messaggi dipinti proiettati verso il futuro inteso come un tempo di giustizia e misericordia, e gli appelli attuali che si diffondono nel nostro mondo per la ricostruzione della pace. Evidenziando ancora di più la necessità di approfondire la conoscenza dell’arte russa e come sia innegabile la grandezza di questa cultura millenaria da cui è scaturita la contemporanea Russia.

Consiglio: Chiediti se ha veramente senso censurare la Russia.

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