Strada delle 52 gallerie

Courtesy Image of Strada delle Cinquantadue Gallerie

Monte Pasubio al confine tra le provincie di Vicenza e Trento
Strada della Prima Armata, 36030 Valli del Pasubio VI
Parcheggi a pagamento disponibili per auto e moto
Rifugio gen. Achille Papa 1929m aperto da Giugno a Novembre
Periodo consigliato di visita: Aprile – Novembre
Dislivello: 900m
Lunghezza sentiero: 6,3 km
Lunghezza complessiva: circa 17 km
Quota massima per le gallerie: 2020m
Segnaletica: sentieri CAI 366, 370

Consigliato per: appassionati di storia della Grande Guerra, natura ed animali, persone interessate in trekking e camminate, per fotografi e persone che hanno un minimo di preparazione fisica. L’escursione è tecnicamente facile, in quanto è su sentiero facilmente identificabile e adeguatamente segnalato, ma la salita è costante e si richiede l’uso di torce nelle gallerie e di una adeguata attrezzatura da montagna.

Strada delle 52 gallerie è un sentiero di circa 6,3 km, numerato CAI 366, che inizia dal parcheggio a Bocchetta Campiglia e termina alle Porte del Pasubio. Si raggiunge il Rifugio gen. Achille Papa dopo aver percorso il versante meridionale del monte e aver goduto di vedute e scorci panoramici delle valli e dei monti circostanti, finché si attraversavano le cinquantadue gallerie che caratterizzano questo percorso. Nelle gallerie è consigliata la dotazione di una torcia elettrica, in alcune infatti ci sono delle svolte non illuminate dalle aperture presenti, e di un paio di scarponi da trekking perché il fondo può essere umido e scivoloso. Il percorso è di straordinario interesse storico ambientale, in quanto è una mulattiera militare costruita durante la Grande Guerra sul massiccio del Pasubio.

Il Monte Pasubio è un massiccio calcareo situato al confine tra le provincie di Vicenza e Trento ed è un elemento di giunzione tra le Piccole Dolomiti e la regione dei Tre Altopiani. Il Pasubio presenta, quasi su ogni lato, fronti rupestri e scoscesi di carattere tipicamente dolomitico, con le caratteristiche guglie, forre e gole selvagge. Le valli laterali selvagge e impervie, offrono molteplici percorsi di accesso alla sommità del Monte. La cima è costituita da un acrocoro di circa 2000 m di altitudine, in cui si alternano crinali ed ampie conche prative, in passato usate come pascoli. L’area che circonda Cima Palon (2232 m.) e i due Denti (Dente Italiano -2220 m., Dente Austriaco -2203 m.), fu dichiarata “Zona Sacra”, con Regio Decreto n. 1386 nel 1922. La zona compresa tra questi fu teatro di sanguinosi combattimenti, infatti, la prima linea attraversava perpendicolarmente il crinale principale in corrispondenza della “Selletta dei Denti”. La cima del Monte mostra ancora le cicatrici dei terribili combattimenti, durati dal giugno del 1916 al novembre del 1918, si notano ancora i crateri delle granate e delle bombarde e si possono riconoscere trincee, camminamenti, gallerie e ricoveri di un secolo fa, alcuni dei quali ripristinati di recente.

Courtesy Image of Matteo Guerra | Strada delle Cinquantadue Gallerie

La rete di sentieri, che attualmente attraversa il Pasubio in ogni direzione, ricalca i sentieri militari in uso durante la guerra.

La Strada delle 52 Gallerie fu costruita proprio durante il conflitto della Grande Guerra con lo scopo di permettere alle truppe italiane di comunicare e rifornire la propria linea difensiva, al riparo dalla vista e dall’offensiva del nemico in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo. La prima linea, posizionata sulla sommità del Pasubio, possedeva l’arduo compito di impedire l’avanzata dell’esercito austriaco che attaccava da valle, e poteva essere rifornita anche della rotabile degli Scarubbi, percorribile anche da autocarri, ma soltanto nella stagione estiva e nelle ore notturne, essendo esposta alla vista degli osservatori di artiglieria austriaci appostati sui monti.

Courtesy Image of Matteo Guerra | Strada degli Scarubbi

La Strada è considerata un capolavoro d’ingegneria militare, e venne ideata dal Capitano L. Motti e progettata dal Ten. Ing. G. Zappa, che non riuscì a vedere ultimata l’opera ma venne sostituito dal Capitano Corrado Picone. I lavori iniziarono nel marzo del 1917, nel pieno di uno degli inverni più rigorosi del secolo, e terminarono otto mesi dopo nel dicembre dello stesso anno. Quest’opera venne realizzata dalla 33ª Compagnia Minatori del 5º reggimento Genio dell’Esercito Italiano, con l’aiuto di sei centurie di lavoratori territoriali: la 349, la 523, la 621, la 630, la 765 e la 776. Si impiegò la forza di molti uomini (si partì con una ventina e si arrivò ad impiegarne circa seicento) in lavori di mina, con martelli pneumatici e con esplosivo di vario genere a seconda delle disponibilità dei magazzini. Complessivamente furono posti in opera circa 400 metri cubi di muro, utilizzando la pietra estratta dal vicino monte Forni Alti. All’inizio del dicembre 1917, la 33ª Compagnia Minatori, prima di essere trasferita in Val Chiampo, abbatté il muro a secco che copriva l’entrata alla prima galleria, rendendola visibile così come è oggi. Ad ultimare i lavori e a ricevere premi riconoscimenti ed encomi fu il Plotone autonomo della 25ª compagnia Minatori, con l’aiuto delle Centurie Lavoratori rimaste.

Il risultato di “tenace volontà, di lavoro esemplare, di sacrificio e abnegazione, di commovente spirito di emulazione fra le squadre dei genieri minatori addetti alla costruzione”.

Capitano C. Picone
Courtesy Image of Matteo Guerra | Strada delle Cinquantadue Gallerie. Camoscio.

La strada delle 52 gallerie, contrassegnata dalla segnaletica 366 del C.A.I., è percorribile a piedi nella stagione estiva, ma a è vietata ai ciclisti seguito di alcuni incidenti mortali verificatisi sul suo percorso. L’inizio è situato presso il parcheggio a pagamento di Bocchetta Campiglia ed il tempo di percorrenza fino al Rifugio Papa è di circa 2.45 ore. All’entrata di ciascuna galleria, inoltre, troviamo il nome e il numero progressivo assegnato. Si ritiene indispensabile la torcia elettrica o la lampada frontale per percorrere le parti al buio.
Si consiglia vivamente di prestare particolare attenzione alla neve, che potrebbe chiudere gli imbocchi delle gallerie.

Courtesy Image of Matteo Guerra | Strada delle Cinquantadue Gallerie

La lunghezza complessiva della strada è di circa 6,3 km, dei quali 2,3 km rappresentano lo sviluppo delle 52 gallerie e i restanti, per circa 4 chilometri, sono stati scavati a mezza costa nella viva roccia. La larghezza minima della strada è di 2,50 m. Le gallerie erano illuminate elettricamente e la luce naturale entra anche per mezzo dei finestroni aperti in parete. La pendenza media della strada è del 12%, in alcuni punti si raggiunge la pendenza massima del 22%. Quattro gallerie hanno uno sviluppo elicoidale, tra queste la 19ª è la più lunga con i suoi 320 m. Poco dopo l’uscita dalla 48ª galleria, si raggiunge la massima altitudine della mulattiera (circa 2.000 m sul livello del mare). All’uscita della 52° galleria, ovvero l’ultima, raggiungiamo il Rifugio A. Papa.
Dal rifugio A. Papa è consigliabile visitare la Zona Sacra ai Denti (Italiano ed Austrico), l’Arco Romano ed il Cimitero di Guerra Italiano “Di qui non si passa”. Per il ritorno è consigliabile la rotabile degli Scarubbi, con le opportune scorciatoie, che porta fino a Bocchetta Campiglia ma è possibile ritornare al parcheggio per lo stesso percorso della salita, utilizzando una piccola scorciatoia che dalle Porte del Pasubio porta al Passo di Fontana d’Oro.

Courtesy Image of Matteo Guerra | Strada delle Cinquantadue Gallerie. Rifugio gen. A. Papa

Consiglio: Usa l’attrezzatura adeguata, consulta sempre le previsioni meteo e dai un’occhiata alla webcam del rif. A. Papa alle Porte del Pasubio prima di partire.

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